Sviluppo sostenibile,

il nostro impegno

Nel Gruppo Lavazza lavoriamo ogni giorno per ridurre la nostra impronta di CO2. Consapevoli del fatto che non tutte le emissioni possono essere ridotte, abbiamo intrapreso una strategia di compensazione supportando progetti che contribuiscono allo sviluppo sostenibile e al contenimento delle emissioni di CO2.

Ci impegniamo nell’implementazione di attività e progetti che contribuiscano alla lotta ai cambiamenti climatici, a causa dei quali le piantagioni di caffè subiscono una costante perdita di produttività e qualità. La conseguenza di questa perdita è che si rendono necessari ulteriori espansioni e trattamenti, a discapito della biodiversità e delle condizioni di vita degli agricoltori. 

 

Con questa consapevolezza abbiamo declinato la nostra strategia di sostenibilità ambientale in diversi programmi di intervento, tra cui quelli che mirano alla riduzione e compensazione delle emissioni di carbonio generate lungo tutta la catena del valore.  “Roadmap to Zero” è il nome che abbiamo dato a questo programma. Si tratta di un percorso graduale che parte da attività di monitoraggio e quantificazione delle emissioni, passa da azioni di miglioramento continuo per ridurre l’impatto delle attività del Gruppo e, infine, compensa le emissioni residue e non riducibili.

 

Per quest’ultima fase, abbiamo finanziato progetti di riforestazione, agricoltura sostenibile ed energie rinnovabili in Paesi in via di sviluppo, al di fuori della nostra filiera, in grado di generare crediti di carbonio di qualità tale da soddisfare i più elevati standard internazionali (VCSCCBCDM). Ogni credito di carbonio generato equivale a una tonnellata di CO2 non emessa o assorbita e viene usato per compensare una tonnellata di CO2 di emissioni che non è stato possibile ridurre.

MADRE DE DIOS – PERÙ. Vicino all’antico sito archeologico inca di Machu Picchu, patrimonio culturale e naturale dell’Umanità dell’Unesco, la costruzione di una strada interoceanica sta mettendo in pericolo la conservazione di uno dei luoghi più preziosi al mondo per la biodiversità, con ben 35 specie endemiche. Il progetto Madre de Dios mira a salvaguardare dalla deforestazione 100.000 ettari di foresta pluviale tropicale, evitando ogni anno l’emissione di 700.000 tonnellate di CO2. L’impatto positivo, che coinvolge anche aspetti sociali, è altissimo: ad esempio, sono già stati creati 470 posti di lavoro per gli abitanti delle comunità locali. 

TELES PIRES – BRASILE. Il progetto consiste nell’implementazione della centrale idroelettrica di Teles Pires, una delle più efficienti del Brasile, in grado di fornire energia a circa 13,5 milioni di abitanti. Intorno ad essa sono stati sviluppati anche 44 programmi socio-ambientali, tra cui progetti di educazione ambientale, ricomposizione forestale e conservazione del territorio. Sono stati inoltre sviluppati 12 programmi rivolti esclusivamente alla salvaguardia delle popolazioni indigene della regione.

 

GUANARÉ URUGUAY. Il progetto consiste nel rimboschire e ripristinare le praterie degradate di una particolare area rurale nell’est dell’Uruguay, per migliorare la qualità del suolo e la biodiversità, riducendo al contempo le emissioni di carbonio. La particolarità del progetto sta nell’aver promosso un’industria del legno sostenibile, aumentando le opportunità di occupazione e rafforzando l’economia rurale della zona.

RUN OF RIVER – CILE. Il progetto Chacayes Community Funds ruota intorno a una centrale elettrica situata nella valle di Cachapoal in Cile. Avviato nel 2011, ha svolto un ruolo importante soddisfacendo la crescente domanda di energia elettrica del Paese e riducendo le emissioni di CO2, contribuendo alla crescita economica e allo sviluppo sostenibile delle comunità locali. Ad esempio, Oltre 200 persone sono state formate e 80 hanno trovato impiego nell’ultimo biennio.

 

KARIBA – ZIMBABWE. È un progetto di grande impatto sociale, oltre che ambientale, che mira a salvaguardare l’indipendenza delle comunità indigene e aumentare il loro benessere, potenziando l’assistenza sanitaria, le infrastrutture, l’istruzione e l’agricoltura. Grazie a questo progetto, ad esempio, sono stati riparati 147 pozzi grazie ai quali, oggi, 37.000 persone hanno accesso all’acqua potabile. Negli anni, inoltre, il progetto ha salvaguardato 785.000 ettari di terreno dalla deforestazione e ha evitato l’emissione di oltre 3.5 milioni di tonnellate di CO2, con azioni come la creazione di orti comunitari, la formazione degli apicoltori sulla gestione degli incendi e sull’ecoturismo, con ricadute positive su tutta la regione.

Attraverso questi progetti, e altri che di anno in anno selezioniamo, raggiungeremo l’obiettivo di neutralizzare completamente il nostro impatto di CO2 e, con i co-benefici generati, contribuiremo a realizzare altri obiettivi di sostenibilità, come la protezione della biodiversità e la salvaguardia del patrimonio forestale mondiale, rafforzando così il nostro contributo alla lotta al cambiamento climatico.