Il viaggio a Cuba

Ci sono luoghi che custodiscono un’anima autentica e storie di profonda connessione con la terra. Con l’Ambassador Programme 2025 sei delle nostre Persone sono state a Cuba, scoprendo un’isola che lotta con coraggio per affrontare la grande sfida ambientale del nostro tempo.

«La lezione più preziosa che porto con me è questa: dietro un singolo caffè, c’è il lavoro di tantissime persone e un intero ecosistema che lavorano in armonia. È una consapevolezza che cambierà per sempre il mio modo di lavorare.»

Un patrimonio di tradizioni

 

La prima tappa del viaggio è stata La Isabelica, piantagione la cui storia si intreccia con l'esodo dei coloni francesi da Haiti. Furono proprio loro, nel XVIII secolo, a introdurre sull'isola le prime piante di caffè e tecniche di lavorazione innovative,  come il metodo a umido, che ancora oggi rendono unico il caffè cubano.

 

Il percorso è poi proseguito a Casa Dranguet, un centro culturale che racconta e interpreta la storia del caffè locale. Qui, il gruppo ha toccato con mano un patrimonio di tradizioni preziose che la comunità si impegna a proteggere e valorizzare, facendo della cultura del caffè il cuore pulsante del Paese.

 

Tradizione e innovazione sostenibile

 

Il viaggio si è addentrato nel cuore delle piantagioni con la visita alla fattoria La Carmita, dove gli e le ambassador hanno ricevuto la calorosa accoglienza di Florencio Fernandez Nuñez e Wilber Sánchez Carbonell, due produttori di caffè Arabica di alta qualità. Insieme a loro, hanno toccato con mano l’impegno per una produzione 100% biologica nella quale tutto viene fatto a mano, con una profonda conoscenza dell'ecosistema circostante.

 

«Questo viaggio mi ha permesso di comprendere che la nostra ricerca dell'eccellenza non si ferma alla qualità, ma si traduce in un impegno concreto: creare e sostenere il lavoro di produttrici e produttori locali e delle loro famiglie.»

«Era proprio quello che mi aspettavo di vedere con i miei occhi in questo viaggio: il supporto concreto del nostro Gruppo per le comunità produttrici locali

Parte della loro produzione è dedicata alla linea La Reserva de ¡Tierra! Cuba: caffè che nascono da una profonda attenzione all’ambiente, grazie all’impegno della Fondazione Lavazza in progetti per la salvaguardia della biodiversità e la lotta alla deforestazione. Il caffè che compone questa miscela, inoltre, è interamente tracciabile attraverso un sistema di blockchain integrato.

 

L’impegno per l'ambiente si unisce a una visione moderna: nella tenuta di Florencio, ogni pianta è dotata di un QR code che ne registra la storia, mentre una stazione meteorologica fornisce dati in tempo reale per ottimizzare il lavoro.

«A Cuba mi ha sorpreso il livello di innovazione. Spinti da una costante ricerca dell'eccellenza, coltivatrici e coltivatori uniscono tradizione e tecnologia in modi inaspettati. L'esempio più affascinante sono le piante ognuna delle quali ha un QR code per conoscerne la storia.»

Ricerca, collaborazione e resilienza

 

Per scoprire ogni segreto legato all’ecosistema del caffè cubano, il percorso ha incluso tappe fondamentali come l'Estación Experimental Agro-Forestal e i laboratori di BioCubaCafé. Il centro di ricerca Agro-Forestal si dedica allo sviluppo di varietà di piante più forti, resistenti alle malattie e adatte a climi specifici.

 

BioCubaCafé, joint venture nata dalla collaborazione della Fondazione Lavazza, del Grupo Agroforestal (GAF), dell’azienda HEI (Hecho en Italia) e di altri partner, si propone di sostenere produttori e imprese nel settore del caffè nel loro impegno a rafforzare il mercato e supportare una continua innovazione. La joint venture lavora al fine di tutelare le foreste, assistere nel modo migliore le comunità affinché ottengano la certificazione biologica e migliorare la qualità del loro caffè grazie allo svolgimento di corsi di formazione dedicati.

«Ciò che mi ha stupito a Cuba è vedere come i nostri progetti riescano a creare un circolo virtuoso. Il nostro intento è migliorare la vita delle persone nell'industria del caffè, rispettando al contempo la loro cultura

Nei giorni conclusivi, il viaggio ha guidato il gruppo di Ambassador a L'Avana, alla scoperta dei contrasti di una città sospesa tra passato e futuro, la cui anima si rivela attraverso l'imponente architettura, le strade vibranti e la resilienza dei suoi abitanti.

 

Questo viaggio non è stato solo un percorso nei luoghi, ma un incontro con le persone, la natura e le storie che rendono il caffè molto più di una semplice bevanda.

«La mia scoperta più profonda è stata comprendere l'immenso valore che il caffè ha per le comunità che lo producono. Ho imparato che per loro i chicchi più pregiati rappresentano una fonte vitale di sostentamento, un tesoro da condividere. Questo mi ha dato una nuova prospettiva, e ora apprezzo ogni singola tazzina non solo come un piacere, ma come un privilegio.»